La Reserve Bank of Australia ha alzato nuovamente i tassi dello 0,5%, ma ha moderato le sue indicazioni, in un altro accenno a una potenziale minore aggressività delle banche centrali

Aumento della RBA fuori misura a causa dell'alta inflazione

La Reserve Bank of Australia ha effettuato oggi il terzo rialzo consecutivo dei tassi di 50 punti base [1] e il quarto aumento di fila, diventando così la più lunga striscia di inasprimento almeno dal 1990. I tassi di interesse sono ora all'1,85%, il livello più alto degli ultimi sei anni.

I funzionari hanno osservato che i recenti aumenti dei tassi erano "necessari per riportare l'inflazione all'obiettivo", dato che da un po' di tempo è in crescita, anche se non così tanto come in altre economie sviluppate.

I dati della scorsa settimana hanno rivelato che l'IPC australiano è salito del 6,1% nel secondo trimestre (anno su anno), rispetto al 5,1% precedente. Questo ha segnato il più grande aumento in due decenni e la serie, superando la proiezione della banca centrale che prevedeva un picco dell'inflazione al 6%.

La RBA ha alzato oggi le sue previsioni in modo significativo, prevedendo ora un'inflazione intorno al 7,75% nell'anno in corso, prima di scendere a poco più del 4% nel 2023.

Economia forte, ma per quanto tempo?

Crediamo che la Reserve Bank of Australia abbia avuto più facilità nell'attuare il suo ciclo di inasprimento aggressivo e anticipato, rispetto alle altre principali banche centrali, grazie alla forza dell'economia.

Questo è evidenziato dal mercato del lavoro, che "rimane più stretto di quanto non sia stato per molti anni", dato che la disoccupazione è scesa al 3,5% a giugno, dal 3,9% precedente. Si tratta di un dato impressionante, poiché rappresenta un nuovo minimo da quasi cinquant'anni.

Inoltre, l'economia si è espansa di un sano 3,3% annualizzato nel 1° trimestre e la RBA prevede che continuerà a crescere fortemente quest'anno. Tuttavia, ha avvertito che il ritmo di crescita rallenterà e ha abbassato le proiezioni del PIL al 3,25% nel 2022 e all'1,75% in ciascuno dei due anni successivi.

La banca centrale ci è sembrata un po' meno ottimista sull'economia questa volta, poiché gli effetti della stretta monetaria e di altri fattori, a quanto pare, iniziano a pesare.

Guida moderata, che fa eco alla Fed americana

I responsabili politici hanno ribadito l'opinione che nei prossimi mesi sono necessari ulteriori passi nella normalizzazione della politica, ma questa volta hanno aggiunto che questo "non è su un percorso prestabilito"

I funzionari hanno affermato di attribuire "un'alta priorità" al ritorno dell'inflazione nella fascia del 2%-3%, ma hanno sottolineato di voler mantenere l'economia "su una chiglia uniforme"em>"su una chiglia uniforme", riconoscendo che il percorso per raggiungere questo equilibrio "è stretto e offuscato dall'incertezza"

Anche se sottili, questi riferimenti possono far pensare a una potenziale posizione meno aggressiva e a una maggiore attenzione agli effetti della stretta monetaria sull'economia. Ciò ha senso dal momento che i tassi d'interesse - non solo quelli della RBA - sono aumentati vertiginosamente fino a raggiungere livelli neutri e più vicini agli obiettivi delle rispettive banche centrali, mentre si sono intensificati i timori di un rallentamento dell'economia.

La retorica odierna della RBA ha fatto eco a quella della Fed, che la scorsa settimana ha effettuato un altro audace rialzo dei tassi dello 0,75%, ma si è astenuta dal fornire indicazioni specifiche per il futuro e il presidente Powell ha cercato di preparare i mercati a mosse moderate, affermando che "probabilmente diventerà opportuno rallentare il ritmo degli aumenti" [2]

Sarà ora interessante vedere se le altre banche centrali inizieranno a modificare il loro linguaggio nella stessa direzione, anche se finché l'inflazione rimarrà alle stelle, una divergenza significativa dal percorso di inasprimento aggressivo potrebbe rivelarsi difficile.

Reazione AUD/USD

Nelle ultime due settimane la coppia ha recuperato dai minimi di due anni grazie all'allentamento delle aspettative sulla Fed e alle conseguenti difficoltà del dollaro USA.

Nonostante l'ennesimo rialzo dei tassi di oggi, la RBA ha apportato una modifica dovish alla sua retorica che lascia intendere un ritmo più lento degli aumenti futuri, seguendo la Fed. Questo fa scendere l'AUD/USD, che perde oltre l'1% al momento della scrittura.

Nikos Tzabouras

Senior Market Specialist

Nikos Tzabouras is a graduate of the Department of International & European Economic Studies at the Athens University of Economics and Business. He has a long time presence at FXCM, as he joined the company in 2011. He has served from multiple positions, but specializes in financial market analysis and commentary.

With his educational background in international relations, he emphasizes not only on Technical Analysis but also in Fundamental Analysis and Geopolitics – which have been having increasing impact on financial markets. He has longtime experience in market analysis and as a host of educational trading courses via online and in-person sessions and conferences.

Fonti

1

Consultato il 02 Ago 2022 https://www.rba.gov.au/media-releases/2022/mr-22-21.html

2

Consultato il 04 Ott 2022 https://www.federalreserve.gov/monetarypolicy/fomcpresconf20220727.htm

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