Differenziale di politica tra le banche centrali di Inghilterra e Europa e impatto su EUR/GBP

Inflazione dilagante e timori di stagflazione

Sia il Regno Unito che l'Eurozona sono afflitti da un'inflazione crescente, che crea grattacapi ai governi e alle banche centrali, che devono anche affrontare le conseguenze economiche della guerra in Ucraina e della pandemia.

L'indice dei prezzi al consumo del Regno Unito (CPI) è schizzato a uno sconvolgente 9% in aprile su base annua, dal precedente 7%, segnando il livello più alto dall'inizio delle statistiche nazionali nel 1997 e un massimo stimato dal 1982.

Nelle sue ultime previsioni, la Banca d'Inghilterra (BoE) ha previsto che l'IPC raggiunga un picco di circa il 10%** nel quarto trimestre [1], sebbene le precedenti proiezioni siano state superate più volte. Nella sua recente testimonianza alla Camera dei Comuni, il governatore della BoE Bailey ha evidenziato gli shock dei prezzi dell'energia e dei generi alimentari come le sue principali preoccupazioni, scusandosi per essere stato "apocalittico " su questi ultimi [2].

L'economia britannica è cresciuta dello 0,8% nel primo trimestre dell'anno (trimestre su trimestre) rispetto all'1,3% precedente, un dato che potrebbe rivelarsi un punto di forza, dato che la banca centrale prevede una contrazione del PIL nell'ultimo trimestre del 2022

La situazione dell'inflazione non è buona nemmeno nell'Eurozona, dato che l'IPC è salito a un livello record del 7,4% in aprile (anno su anno), mentre i dati preliminari di questa settimana per maggio hanno rivelato un salto all'8,1%.

L'economia europea è esposta alla guerra in Ucraina e dipende dal gas e dal petrolio russo, con i leader dell'UE che questa settimana hanno concordato un piano per vietare la maggior parte delle importazioni di petrolio dalla Russia[3], mentre il PIL dell'Eurozona è cresciuto solo dello 0,3% nel 1° trimestre (trimestre su trimestre) secondo la seconda lettura.

La Banca d'Inghilterra tra l'incudine e il martello

La banca centrale ha messo in atto un percorso di inasprimento monetario concentrato per combattere l'alta inflazione, avendo effettuato quattro rialzi consecutivi dei tassi di 25 punti base, la striscia più lunga dal 2007.

L'inasprimento è iniziato alla fine dello scorso anno, dopo alcuni intoppi nella comunicazione, ma il processo non è stato esattamente un viaggio tranquillo, in quanto abbiamo assistito a disaccordi tra i funzionari in merito all'entità delle mosse.

La BoE si è astenuta da aumenti più aggressivi dei tassi di metà percentuale, ma nell'ultima riunione di maggio tre membri - su nove - hanno votato contro la maggioranza, favorevole a tale mossa [4].

La banca centrale si trova in una situazione un po' difficile, poiché l'inflazione dilagante giustifica ulteriori rialzi, mentre il rallentamento dell'economia e le sue previsioni di contrazione spingono nella direzione opposta.

L'ultima forward guidance è stata un po' vaga, in quanto la maggior parte dei membri del Comitato ha ritenuto che "un certo grado di ulteriore inasprimento della politica monetaria potrebbe essere ancora appropriato nei prossimi mesi ".

La prossima decisione politica è prevista per giovedì 16 giugno e resta da vedere se la Banca d'Inghilterra è pronta ad agire di nuovo.

Banca Centrale Europea pronta al decollo

La banca centrale si è collocata all'estremo opposto dello spettro della politica monetaria, in ritardo rispetto alle sue principali controparti, impiegando tassi di interesse di riferimento negativi e continuando a gestire un programma di acquisto di asset (APP).

La Banca centrale è stata riluttante a cambiare rotta, poiché deve tenere conto delle implicazioni della guerra in Ucraina, ma l'inflazione elevata sembra averle imposto la mano, dato che di recente ha assunto un atteggiamento più da falco**.

Dopo aver accelerato il tapering dell'APP, la BCE ha "rafforzato" la sua retorica nell'ultima riunione di aprile, affermando che si concluderà nel terzo trimestre, mentre eventuali modifiche ai tassi di interesse dovrebbero avvenire "qualche tempo " dopo [5].

Di recente una serie di funzionari ha auspicato un rialzo dei tassi già a luglio, e la scorsa settimana la Presidente Lagarde ha dato il suo sigillo di approvazione.

Ora si aspetta che l'APP finisca "molto presto " nel terzo trimestre, il che consentirebbe "un rialzo dei tassi alla nostra riunione di luglio ", aggiungendo che la banca sarà probabilmente in grado di "uscire dai tassi di interesse negativi entro la fine del terzo trimestre". [6].

Si tratta di un'inversione di rotta aggressiva, visto che già a febbraio la Lagarde aveva escluso un rialzo dei tassi nel 2022 [7].

La banca centrale europea annuncerà la sua prossima decisione politica giovedì 9 giugno e saremo alla ricerca di ulteriori indizi sulle sue intenzioni politiche.

Movimento EUR/GBP

La coppia viene da un mese volatile, durante il quale ha registrato la migliore performance dall'aprile del 2021 e massimi plurimensili, in quanto il pessimismo della Banca d'Inghilterra l'ha portata in alto e la BCE ha iniziato a diventare più falco.

Questo spostamento delle aspettative sul differenziale di politica tra le due banche centrali è stato positivo per la coppia, ma la domanda è se possa continuare, dato che questo potrebbe essere ormai prezzato.

La valuta comune non ha beneficiato del record dell'inflazione preliminare dell'Eurozona martedì e ha chiuso la giornata praticamente piatta, mentre oggi è in calo, ma ha concluso una settimana proficua.

Osservando il grafico giornaliero, EUR/GBP si trova al di sopra delle EMA 200 e 50, il che indica una tendenza al rialzo, che potrebbe essere rafforzata se le EMA convergenti formassero un Golden Cross

Inoltre, cerca di rimanere al di sopra del 23,6% di Fibonacci del ribasso dei massimi del 2020 e dei minimi del 2022, il che potrebbe aprire la porta a un'avanzata più ampia verso il livello del 38,2% (0,8698), con la prossima resistenza principale situata a metà degli 0,8800.

Nonostante la recente performance solida, EUR/GBP non è stato in grado di estendere i massimi di maggio e, finché non riuscirà a rompere il terreno, sarà vulnerabile a un test delle suddette EMA.

Chiusure al di sotto di queste ultime sposterebbero l'inclinazione al ribasso, anche se nuovi minimi del 2022 non sembrano facili, visto il cambiamento dell'orientamento politico.

In ogni caso, gli aggiornamenti politici della BCE e della BoE nelle prossime due settimane avranno probabilmente un impatto sulla traiettoria della coppia.

Nikos Tzabouras

Senior Market Specialist

Nikos Tzabouras is a graduate of the Department of International & European Economic Studies at the Athens University of Economics and Business. He has a long time presence at FXCM, as he joined the company in 2011. He has served from multiple positions, but specializes in financial market analysis and commentary.

With his educational background in international relations, he emphasizes not only on Technical Analysis but also in Fundamental Analysis and Geopolitics – which have been having increasing impact on financial markets. He has longtime experience in market analysis and as a host of educational trading courses via online and in-person sessions and conferences.

Fonti

1

Consultato il 02 Giu 2022 https://www.bankofengland.co.uk/monetary-policy-report/2022/may-2022

2

Consultato il 02 Giu 2022 https://committees.parliament.uk/oralevidence/10215/pdf/

3

Consultato il 02 Giu 2022 https://twitter.com/eucopresident/status/1531424785464320000

4

Consultato il 02 Giu 2022 https://www.bankofengland.co.uk/monetary-policy-summary-and-minutes/2022/may-2022

5

Consultato il 02 Giu 2022 https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2022/html/ecb.mp220414~d1b76520c6.en.html

6

Consultato il 02 Giu 2022 https://www.ecb.europa.eu/press/blog/date/2022/html/ecb.blog220523~1f44a9e916.en.html

7

Consultato il 17 Ago 2022 https://www.ecb.europa.eu/press/pressconf/2022/html/ecb.is220203~ca7001dec0.en.html

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